Chi sono…

Valentino Eugeni, marchigiano, 1975, informatico, ex-sviluppatore di videogames, quarant’anni e non sentirli.

Scrittore di storie e romanzi bugiardi. Sono un animalista convinto, vegano, innamorato della Natura e del Cosmo, perché la Vita è Una, e merita dignità, sempre. Adoro i gatti, convivo con loro, dormo con loro.

Mi appassiona guardare dietro alla realtà: quel senso sottile, laterale, di mistero che accompagna l’uomo dagli albori. Del resto ho una fervida e onnipresente immaginazione, non c’è da stupirsi. Sono un istintivo, un figlio devoto della luna, un creativo caotico senza speranza di redenzione: eclettico, confusionario, magmatico, incapace di pianificare. Mi piace interessarmi di tutto, mettere le mani dappertutto, e più l’argomento è strano, bizzarro, inappropriato, e odora di follia, più mi ci immergo trattenendo il respiro.

Scrivere perché? Scrivere per chi?

Credo fortemente nella necessità di sognare, al fine di innovare, esplorare ciò che ancora non esiste. È la caratteristica che ci rende umani, molto più dell’intelletto in quanto tale. Sono vivo quando ordisco trame, quando creo mondi, quando inganno il lettore spezzando le trame e scuotendo le scene. Il resto è semplicemente necessità. Scrivo perché mi piace. E fin qui, tutto bene. Scrivo perché ho tanto da dire, tanto da raccontare, da quando ho memoria. E anche in questo caso, ci può stare. Scrivo perché ho bisogno, tanto bisogno, di andare oltre, di vedere, di sentire emozioni diverse e intense. Non che la vita di tutti i giorni sia vuota per me, tutt’altro. È piena di cose da fare, persone da incontrare, boschi da passeggiare, (diete da cominciare), ma ogni volta che si compie una scelta, si elidono le migliaia di altre possibilità… per me è semplicemente inaccettabile! E quindi? Quindi scrivo, narro di cose che potrebbero accadere, sensazioni che potrei provare, e mi commuovo mentre scrivo, mi esalto mentre cammino per la stanza mimando scene e dialoghi, mi stupisco guardando fuori dalla finestra e vedendo, – vedendo davvero -, cose che non esistono.

E vivo insieme a loro.

A te che sbirci agli angoli dei vicoli in cerca di esseri invisibili,  a te che guardi nei tombini sperando di cogliere altri piani, a te che senti lo sguardo penetrante delle nuvole sulla tua schiena. Per te, solo per te, io scrivo. Sono una guida nelle possibilità infinite, uno sherpa su monti cristallini dove ogni sfaccettatura narra una favola diversa.

È per questo che sono uno scrittore, vuoi venire con me?

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