La cosa sugli scogli

“Stava in piedi sugli scogli, teneva le gambe leggermente flesse e la schiena ricurva, le braccia erano lunghe e toccavano terra con la parte esterna di quella che sembrava una mano”

Ho conosciuto G. e S. sul finire dell’estate di quest’anno. Mentre si chiacchierava amabilmente in un locale, nonostante lo sguardo altero di Vlad Tepes ci fissasse da un quadro, siamo approdati all’argomento misteri, fantasmi & affini. Argomento che, di norma, viene trattato riportando storie “sentite dire”, i famosi “cugini” a cui è successo qualcosa di incredibile, e le immancabili leggende metropolitane piene di apparizioni, coccodrilli nelle fogne, e scritte sui muri.

G. e S., invece, diventano un po’ taciturni, – eravamo anche con altre persone -, finché spiegano di aver avuto loro stessi un’esperienza di contatto con qualcosa di alieno. Purtroppo per loro li ho tampinati finché non mi hanno dato una descrizione dettagliata dell’accaduto e io, per amor di verità, riporto in queste righe l’intervista che mi hanno molto gentilmente concesso. Cercherò di essere il più obiettivo possibile, ma non vi nego che l’emozione che ho provato nel sentirli raccontare questi eventi, mi ha lasciato sognante e speranzoso per il futuro.

V: “Dove vi trovavate, e a che ora è successo?”
G e S: “Era fine novembre del 2013, eravamo usciti per prendere un gelato…”
V: “A novembre…”
G e S: “Sì a fine novembre.”
V: “De gustibus.”
S: “Volevamo fare una passeggiata sul lungomare di San Benedetto del Tronto.”
G: “Abbiamo deciso di finire il gelato in spiaggia, eravamo vicino alla concessione 14. Erano circa le 23.”
V: “Uno chalet?”
G: “Sì uno chalet. Ci sedemmo sulla riva a fissare il mare che si infrangeva sugli scogli. C’era a luna piena anche se era velata dalle nubi. Come al mio solito me ne sono uscita con qualche storia bizzarra.”
S: “Ad un certo punto ho fatto notare a G., impegnata a raccontare le sue cavolate, che c’era qualcosa sugli scogli. Era così strana che ho pensato fosse un’allucinazione ma quando anche G. l’ha vista sono rimasto interdetto.”
V: “E il gelato, ovviamente, non conteneva sostanze psicotrope.”
G: “No scemo.”
S: “E poi era novembre, era sera, e se ci fossimo addormentati ci saremmo svegliati gelati.”
V: “Ha senso. Potete descrivermi la creatura?”
G: “Creatura è la parola giusta perché fin’ora non ho visto nulla di simile a cui paragonarla. Stava in piedi sugli scogli, teneva le gambe leggermente flesse, e la schiena ricurva. Le braccia erano lunghe e toccavano terra con la parte esterna di quella che sembrava una mano. Sarà stata alta più di 2 metri. Eravamo distanti dagli scogli eppure si vedeva molto bene. Era una figura grande, molto slanciata e magra. Era buio e con la sola luce della luna il colore sembrava grigio chiaro. Non ho visto la bocca o il naso ma ad un certo punto, mentre la fissavamo, si accorse di noi e ci guardò per mezzo secondo.”
S: “Aveva due occhi simili a quelli dei gatti, luminosi. Ci ha fissato per poco ma il tempo sembrava dilatarsi. Ci è parso molto di più.”
V: “Che sensazioni avete provato?”
S: “Curiosità, e paura…”
G: “Ma anche stupore e… tristezza.”
V: “Tristezza? E’ strana come sensazione. Capisco la paura e lo stupore, chi non li avrebbe? Ma perché mi dite che avete provato tristezza? Nel momento in cui la creatura vi ha guardato, quando si è accorta di voi, che avete fatto?”
S: “Siamo rimasti fermi a fissarla. La curiosità era più forte della paura in quel momento.”
V: “E la creatura che cosa ha fatto? Come ha reagito?”
G: “Ci ha fissato per poco, come ti ho detto, mezzo secondo o forse meno, ma il tempo ci parve più lungo. Quello che mi ha colpito erano i suoi occhi che riflettevano la luce proprio come quelli dei gatti. Poi di scatto si è girato ed è saltato, prima sugli scogli vicini, e poi in mare. La cosa che mi ha colpito è che non ha lasciato traccia in acqua, non ha fatto spruzzi, né rumore.”
S: “A quel punto ci siamo spaventati, e abbiamo iniziato a correre verso il passeggio. Avevamo paura, non sapevamo che fine avesse fatto la creatura. Certo all’inizio eravamo incuriositi, però poi una sensazione inquietante ci ha sovrastati. Mentre stavamo correndo verso il passeggio abbiamo incrociato una coppia di ragazzi che si dirigevano nel punto dove prima ci trovavamo noi. Non sappiamo se anche loro hanno visto qualcosa.”
G: “Abbiamo anche avuto timore di avvisarli in qualche modo.”
V: “Chiaro, di fronte a certe cose è facile passare per pazzi. E poi se la creatura se ne era andata… Ma vi è sembrata ostile?”
G e S: “Non sappiamo dire se fosse ostile, o amichevole. Ci ha trasmesso una certa malinconia.”
V: “Telepatia? Come potete dire che fosse malinconica se non aveva nemmeno una bocca?”
G: “Non sappiamo dirlo. Forse.”
S: “La sensazione che abbiamo provato, prima di fuggire, è stata di malinconia.”
V: “Sapete di altre persone a cui è successo qualcosa di simile in zona?”
G: “Sì. Dopo circa un anno su ‘MISTERO’, programma che, io e S., abbiamo spesso deriso per le sciocchezze che divulgava, hanno mandato in onda un’intervista ad un signore, il quale mostrò alcune foto e disegni di una creatura che vide molti anni prima. Questo tizio vive in un paese vicino al mio. Non ti nascondo di aver provato un brivido alla visione di quelle immagini.”
V: “E cosa hai fatto?”
G: “Ho preso informazioni su internet, l’ho contattato. Ho scoperto che viveva a Pretare, una frazione di Arquata del Tronto, e che aveva anche un sito dove c’erano informazioni riguardo la creatura ed eventi riguardanti le sue conferenze. Così ho preso il suo indirizzo E-mail e gli ho scritto. Mi ha risposto quasi subito dicendo che incontrò la creatura nel ’92 d’inverno, sotto la finestra di casa sua e che essendo un fotografo aveva a portata di mano una macchina fotografica a pellicola. Riuscì a scattare 2 foto prima che questa facesse un balzo oltre il muretto che divideva il giardino dal boschetto. La descrizione che mi ha dato era di una creatura piccola, alta circa un metro, ma la forma il colore della creatura era uguale a quella che abbiamo visto noi.”
V: “Potrebbe semplicemente essere cresciuta. La creatura vi ha dato l’impressione di essere senziente? O sembrava comportarsi come un animale?”
S: “Non abbiamo avuto modo di constatarlo.”
G: “Concordo con S., anche se, ogni tanto, ripenso alla sensazione di malinconia e tristezza che ci ha trasmesso.”

Sono tornato a casa, in macchina, di notte come di consueto, e ho iniziato a riflettere e fantasticare. Immaginavo creature uscire dai lati della strada e venirmi incontro. Non vi nego di aver provato una certa “invidia”. Capisco bene che, chi ci si è trovato davanti, abbia provato paura e timore, ma è così bello sapere (sperare) che vi siano davvero più cose in cielo e in terra…

P.S.:

Ho preso sotto braccio G., 26 anni, e S. 27 anni, entrambi si San Benedetto del Tronto, mentre tornavamo alla macchina. Ho iniziato a riflettere su quanto mi avevano detto e, ammiccando, ho detto: “Vi rendete conto che la storia del gelato alle 23 in spiaggia a novembre non se la beve nessuno vero? Altro che alieno.”

G: “Era un gelato mousse… non era freddo.”

Non ho saputo cos’altro dire.

^_^

V.

 

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