La cappa grigia

Aspettando “La morte velata”

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La cappa grigia

tratto da “Un secolo di spettri”
Katia Müller
Edizioni del Conte, Torino.

 

“[…] come intuì Theodore Wulf, e successivamente dimostrò con il suo celebre esperimento sulla torre Eiffel nel 1910, il pianeta emette costantemente flussi aurali instabili, i quali influenzano le molecole d’acqua in sospensione, e avvolgono la terra in una cappa di grigiore.”

Con queste parole il professor Bocchio, dell’Istituto Superiore di Studi Ermetici “Blavatsky” di Torino, battezzò il fenomeno di “maltempo” che tutti noi conosciamo. Il termine “cappa grigia”, però, divenne popolare solo successivamente, nei primi mesi del ’75, a seguito di una serie di fortunati articoli di approfondimento, in versione divulgativa, apparsi su quotidiani e riviste popolari. Negli anni seguenti si aprì un’accesa disputa tra due opposte correnti di pensiero. Pur non mettendo in dubbio la natura esoterica della cappa,  gli studiosi del panorama ermetico dell’epoca avevano opposte visioni circa l’origine del fenomeno e la sua influenza metafisica. In pratica nessuno sapeva stabilire se il fenomeno fosse di carattere puramente energetico, quindi “naturale”, oppure se risultato di una influenza intelligente e ultraterrena. La diatriba, tra compromessi e accese dispute, si è protratta fino ad oggi, alle soglie del ventunesimo secolo.

Voce eminente della prima fazione è proprio il professor Aldo Bocchio, di recente eletto presidente ad honorem della Società Piemontese di Geomantica ed Energetica, che espone il fenomeno nei seguenti termini: “Attribuire il maltempo globale a influenze intelligenti ultraterrene è una visione catastrofica e superstiziosa. Quasi cento anni fa, l’austriaco Victor Hess, salì a più di 5000 metri a bordo di un pallone aerostatico con una sofisticata strumentazione di misurazione del campo aurale, ottenendo valori molto diversi a seconda dell’altezza. Il fenomeno dell’aura frattale, che non sto qui a spiegare per brevità, era conosciuto fin dall’ottocento. Centinaia di esperimenti sono stati condotti a sua riprova. Se l’influenza psichica derivasse da una misteriosa forza esterna, dovremmo misurare un valore di campo stabile perché sappiamo tutti che l’Aldilà non è nei cieli e nemmeno sulla terra. Mettendo da parte l’inconcepibile terrore che l’esistenza di una forza psichica extrareale di tali proporzioni comporterebbe, è altamente improbabile la sua esistenza e la sua scarsa manifestazione. Trovo invece plausibile attribuire ai normali flussi delle correnti geomantiche l’alterazione del clima. A riprova di questo sappiamo che la cappa grigia non è un fenomeno costante e, similmente alle glaciazioni, si è andata formando e disfacendo nel corso dei secoli.”

Dall’altra parte della barricata, voce non meno autorevole del periodo ma di certo più controversa, era  il famoso spiritista e medium Teodoro Galli, all’epoca direttore della Congrega Padana di Stregoneria e Alchimia.

“Definire il sudario di morte che avvolge il mondo, un fenomeno naturale, è come sostenere che il cancro sia un simpatico effetto collaterale delle sigarette! E’ possibile che i cambiamenti nelle correnti geomantiche, o nelle direttrici psichiche della terra, possano influenzarne il comportamento locale, ma è chiaro come il sole che non vediamo che vi è una perversa volontà dietro alla manifestazione. Dietro alla sua costanza, dietro agli effetti nefasti e nocivi che provoca nelle anime tormentate di questa città e del mondo! La storia, signori, è maestra. Uno dei primi aumenti documentati della cappa grigia, citato niente meno che dal Manzoni nel suo saggio sulla Colonna Infame, è conseguenza diretta delle morti che afflissero Torino e il Piemonte nel 1630. E’ un dato di fatto! All’epoca cercarono gli untori, è storia, e vennero giustiziati degli innocenti, perché? Perché inconsciamente ognuno sapeva che la cappa era una conseguenza della morte e, come spesso accade, la morte è una conseguenza della cappa. Il contatto stesso con la pioggia sottile che cade ogni singolo giorno, che scorre nelle grondaie, che chiazza i vetri delle case, spinge l’anima verso l’aldilà! Chi di voi non ha visto uno spettro? O una presenza, o anche solo sentito una voce? Il mondo dei vivi e quello dei morti sono sempre più vicini! La magia è sempre più potente, e lo sarà ogni giorno che passa. Lo stesso Gustavo Rol, recentemente scomparso, accettò di collaborare alla creazione del Direttivo di Investigazione Esoterica e volle un complesso sistema di incanti a protezione della sede centrale. Un caso? In una delle sue ultime interviste in RAI, è materiale a disposizione di chiunque, interrogato proprio su questo argomento, asserì che la cappa doveva essere tenuta d’occhio e che, cito, ‘è dotata di un potere terribile’.”

Aspettando “La Morte Velata”

Sono le sette e trenta del mattino di un mercoledì.
Sandro Verri ferma l’auto di fianco a un giardinetto di periferia mal tenuto, accodandosi alle vetture blu della Territoriale. I lampeggianti delle auto sono spenti, gli abitacoli vuoti, i vetri rigati di acqua e polvere. Il cielo di Torino è di un grigio quasi bianco, e una pioggia sottile picchietta sui tetti e i marciapiedi come manciate di sabbia gelata. Sandro apre lo sportello, esce, e impreca per l’acqua in faccia. La chiamano Cappa Grigia, un’espressione che qualche giornalista del cazzo ha fatto entrare nel gergo comune per quella sorta di malinconica poesia che ispira. Cappa grigia, che idiozia. Il maltempo, la pioggia, sono solo l’effetto fisico di un trauma più profondo che schiaccia e corrode le anime giorno dopo giorno, goccia dopo goccia: è tristezza senza appello, è la consapevolezza della propria fine, della propria nullità. Fosse solo pioggia, non sarebbe un problema.

 

Così inizia il mio nuovo romanzo, il mio nuovo sogno.

Nasce dall’unione alchemica di tre elementi apparentemente inconciliabili: un’Italia fatta di magia, di spiriti e fantasmi, una squadra investigativa della polizia, e una terrificante angosciosa verità. Una Torino ermetica fa da sfondo all’arrancare di cinque personaggi, cinque poliziotti del Direttivo di Investigazioni Esoteriche, che si trovano a lottare contro qualcosa di molto, molto, più grande di loro.

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