La rabbiosa Dora

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La rabbiosa Dora

Tratto dalla rivista “Lucento” numero VI anno 1997

La Dora e il Po.  Tutti abbiamo studiato a scuola i fiumi che bagnano Torino, e la Dora, Dòira in piemontese, è di certo quello più affascinante e misterioso. Non temano i lettori. Non vogliamo esporre dei freddi dati statistici, né soffermarci troppo sulla storia, ben nota, del rapporto tra la città e i suoi fiumi. Come è costume della nostra rivista andremo a scoprirne i risvolti metafisici, con l’intento di informare i nostri lettori dei rischi e dei pericoli che una così possente direttrice psichica può arrecare, e i modi per difendersi. Prima di tutto, però, è necessario soffermarsi su alcuni eventi che hanno visto protagonista la Dora Riparia. In epoca romana, alla confluenza del fiume Po e della Dora, fu fondata la città di Torino. E questo è un fatto noto e comprovato. La Dora è stata per lunghissimo tempo una fonte energetica, dai primi insediamenti, fino al Medioevo, essendo più alta rispetto al Po, consentiva di azionare mulini e martinetti. Vennero scavati numerosi canali per direzionare le acque, alcuni sono ancora funzionanti, e portano il prezioso liquido fino a Venaria Reale, per fare un esempio, o alla stessa Torino.

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La cappa grigia

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La cappa grigia

tratto da “Un secolo di spettri”
Katia Müller
Edizioni del Conte, Torino.

 

“[…] come intuì Theodore Wulf, e successivamente dimostrò con il suo celebre esperimento sulla torre Eiffel nel 1910, il pianeta emette costantemente flussi aurali instabili, i quali influenzano le molecole d’acqua in sospensione, e avvolgono la terra in una cappa di grigiore.”

Con queste parole il professor Bocchio, dell’Istituto Superiore di Studi Ermetici “Blavatsky” di Torino, battezzò il fenomeno di “maltempo” che tutti noi conosciamo. Il termine “cappa grigia”, però, divenne popolare solo successivamente, nei primi mesi del ’75, a seguito di una serie di fortunati articoli di approfondimento, in versione divulgativa, apparsi su quotidiani e riviste popolari. Negli anni seguenti si aprì un’accesa disputa tra due opposte correnti di pensiero. Pur non mettendo in dubbio la natura esoterica della cappa,  gli studiosi del panorama ermetico dell’epoca avevano opposte visioni circa l’origine del fenomeno e la sua influenza metafisica. In pratica nessuno sapeva stabilire se il fenomeno fosse di carattere puramente energetico, quindi “naturale”, oppure se risultato di una influenza intelligente e ultraterrena. La diatriba, tra compromessi e accese dispute, si è protratta fino ad oggi, alle soglie del ventunesimo secolo.

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Che vi sia luce

E’ uscito il terzo racconto della “Raccolta sparsa tra le pieghe del tempo”.
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Tutto ciò che esiste deve finire, affinché vi sia vita di nuovo. Allegra conosce il destino del mondo, l’Ombra le ha rivelato la verità, ma la fine del mondo è solo ghiaccio, follia e solitudine. Quale forza può contrastare il Destino?

Questo racconto è una storia d’amore. Un amore infinito e grandioso che supera tutte le difficoltà, siano esse la fame e il freddo, siano gli orrori più oscuri dell’animo umano.

Segui Allegra, una giovane donna alle prese con gli Ultimi Giorni e con il senso della sua vita intera, nel suo cammino dalle tenebre alla luce.

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