Aspettando “La Morte Velata”

Sono le sette e trenta del mattino di un mercoledì.
Sandro Verri ferma l’auto di fianco a un giardinetto di periferia mal tenuto, accodandosi alle vetture blu della Territoriale. I lampeggianti delle auto sono spenti, gli abitacoli vuoti, i vetri rigati di acqua e polvere. Il cielo di Torino è di un grigio quasi bianco, e una pioggia sottile picchietta sui tetti e i marciapiedi come manciate di sabbia gelata. Sandro apre lo sportello, esce, e impreca per l’acqua in faccia. La chiamano Cappa Grigia, un’espressione che qualche giornalista del cazzo ha fatto entrare nel gergo comune per quella sorta di malinconica poesia che ispira. Cappa grigia, che idiozia. Il maltempo, la pioggia, sono solo l’effetto fisico di un trauma più profondo che schiaccia e corrode le anime giorno dopo giorno, goccia dopo goccia: è tristezza senza appello, è la consapevolezza della propria fine, della propria nullità. Fosse solo pioggia, non sarebbe un problema.

 

Così inizia il mio nuovo romanzo, il mio nuovo sogno.

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Che vi sia luce

E’ uscito il terzo racconto della “Raccolta sparsa tra le pieghe del tempo”.
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Tutto ciò che esiste deve finire, affinché vi sia vita di nuovo. Allegra conosce il destino del mondo, l’Ombra le ha rivelato la verità, ma la fine del mondo è solo ghiaccio, follia e solitudine. Quale forza può contrastare il Destino?

Questo racconto è una storia d’amore. Un amore infinito e grandioso che supera tutte le difficoltà, siano esse la fame e il freddo, siano gli orrori più oscuri dell’animo umano.

Segui Allegra, una giovane donna alle prese con gli Ultimi Giorni e con il senso della sua vita intera, nel suo cammino dalle tenebre alla luce.

Prendi la tua copia e inizia a camminare con lei: clicca qui.

Caffè verde e penna blu

Ovvero come superare la depressione primaverile.

 

E finalmente è arrivata la primavera. Il sospiro di sollievo dell’emisfero boreale ha scosso l’intero Creato e tutti già preparano costumi da bagno, copertine a scacchi e cestini col salamino a fette. Tutti tranne il sottoscritto ovviamente.

La primavera mi causa delle turbe psicofisiche terribili, e questo da sempre, e ultimamente mi trovo anche ad avere una qualche sorta di allergia, a chissà quale diamine di polline, che di certo non mi aiuta ad entrare in sintonia con la stagione.

La primavera è un periodo altamente depressivo per me.

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