Che vi sia luce

Tutto ciò che esiste deve finire, affinché vi sia vita di nuovo. Allegra conosce il destino del mondo, l’Ombra le ha rivelato la verità, ma la fine del mondo è solo ghiaccio, follia e solitudine. Quale forza può contrastare il Destino?

Questo racconto è una storia d’amore. Un amore infinito e grandioso che supera tutte le difficoltà, siano esse la fame e il freddo, siano gli orrori più oscuri dell’animo umano.

Segui Allegra, una giovane donna alle prese con gli Ultimi Giorni e con il senso della sua vita intera, nel suo cammino dalle tenebre alla luce.

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Il custode.

La nostra realtà è solo ciò che percepiamo del tutto, della sostanza primordiale che rappresenta ogni cosa che è e che sarà. Ogni essere vivente ha un potere enorme che non conosce e che potrebbe dissolvere il nostro mondo in un soffio. La volontà degli esseri umani è una forza titanica, dirompente, che può mutare il corso degli eventi e la natura delle cose. Ci deve essere qualcuno, ci deve sempre essere, per difendere la realtà da se stessa, per impedire che le azioni sconsiderate di chi scava troppo a fondo devastino l’universo.

Ora vedevo distintamente le trame che mi avevano educato, addestrato, nel corso degli anni, ad assolvere quel compito. Ogni mia esperienza, ogni avvenimento della mia vita, era stato modellato allo scopo di generare un cercatore, un prescelto, un sicario, una mano onnipotente e onnipresente nell’ombra: un Custode.

Cosa significa essere onnipotenti? Cosa si prova ad avere sulle spalle il peso del giudizio? Qual’è il prezzo da pagare per una simile conoscenza? Questi sono gli interrogativi che il racconto pone e ai quali dà risposta. E’ un viaggio oltre la realtà sensibile, una storia che ti farà dubitare di tutto, che scuoterà le tue certezze, e capirai che alle volte l’ignoranza può essere un bene.

Basta avere il coraggio di leggerlo tutto d’un fiato. Che dici, ci proviamo?

Il Custode è disponibile nei migliori store online. Clicca qui e prendi la tua copia.

 

 

Col sale grosso

Una breve operetta morale… meditate gente, meditate…

 

“In piedi, entra la corte.”

L’usciere in livrea cachi aprì le grandi porte color noce; l’aula era in sommesso fermento e tutti si alzarono. Il giudice dalla toga nera, da sotto i suoi occhiali di tartaruga, diede una scorsa agli atti e intonò: “L’imputato è stato messo al corrente dei capi d’accusa?”

“Sì, Vostro Onore.”

“L’udienza è aperta. La parola all’Accusa.”

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