Fanny

Fanny

 

Sedeva su un muretto, non saprei dire da quanto tempo, e osservava sconsolata l’andirivieni indifferente dei passanti. Una donna alta, quarantuno anni, capelli corti di un indefinito biondo cenere.

Minacciava pioggia, lei indossava dei pantaloni troppo leggeri per la stagione e un maglioncino celeste pastello.

Di tanto in tanto accennava ad alzarsi, cercando di attirare l’attenzione dei passanti ma, puntualmente, la gente tirava dritta, non guardava nella sua direzione, non le dedicava un cenno o anche una semplice smorfia di fastidio. Così la donna si mordeva il labbro dall’imbarazzo e tornava a sedere sul gelido muretto rivestito di marmo.

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