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Bugia, verità o vera bugia?

Uno scrittore fantasy è uno scrittore poco impegnato?

Si possono veicolare grandi temi e riflessioni attraverso una narrativa di fantasia?

Qualche giorno fa, (mi tengo sul vago), ho partecipato ad alcune interessantissime conferenze a Ferrara, in seno a “Internazionale” una sorta di rave party di giornalismo, ambientalismo, e quasi tutto quello che finisce in “ismo”,  e ho ascoltato persone eccezionali. Non solo giornalisti che si occupano di grandi temi, grandi davvero, ma anche gente in prima linea, attivisti di varie nazionalità, che mettono realmente in gioco le loro vite, alle volte rischiandole anche, per quello in cui credono.

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Lo scrittore come sceneggiatore

Esiste una categoria di autori che, come me, tendono a vedere la narrazione come una sorta di sceneggiatura. Può sembrare strano che un romanziere, un narratore, pur non lavorando per il cinema o il teatro, veda se stesso come uno sceneggiatore. In realtà non è così strano perché scrivere una storia, o una sceneggiatura, sono attività affini. In particolar modo per chi, come me, ama “mostrare” al lettore le scene, ama “far accadere le cose davanti ai suoi occhi”, piuttosto che raccontare degli eventi.

“Un film è proprio come la vita. Certo. Però con le scene noiose tagliate” 

Alfred Hitchcock

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L’ispirazione, questa sconosciuta…

Le storie sono tutt’intorno a noi. Dobbiamo soltanto essere ricettivi. Ogni famiglia è piena di storie. Chiunque incontriate ha una storia: le vite banali non esistono. Tutte le vite valgono la pena di essere raccontate.”

Alle volte basta un suono, un disegno, una persona, per far venire fuori quell’idea un po’ stramba, un po’ folle, che funge da canovaccio per un romanzo. E ci sono persone che tirano fuori, come un prestigiatore da un cappello, grandi pensate visionarie a ripetizione. Altre, invece, magari aggiustano, cesellano e costruiscono le loro trame misurando ogni dettaglio. Tutti, però, prima o poi, specialmente dopo un periodo di forte creatività, hanno il fantomatico blocco dello scrittore: vorrebbero tanto continuare a scrivere ma la pagina rimane bianca, le mani ferme, e parte quella voce interiore che dice: non ce la farai mai. 

Questa fantomatica ispirazione da dove esce? E, soprattutto, dove se ne va?

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