Diritti e Doveri

Boati. Tonfi così frequenti e numerosi da somigliare ad uno scroscio d’acqua: milioni di pelli tese, tronchi cavi, e legni percossi senza sosta. Vedo le cime di alberi vetusti, malsani, contorcersi sotto l’azione del vento irrequieto. Chiuso in una stanza candida, posso solo immaginare chi siano gli artefici di una tale orrida cacofonia. Il battere...

Le cose del padre mio

“A cosa pensi Rabbi?” chiesi al mio Maestro. I suoi occhi celesti e la sua pelle diafana brillavano più del solito. Kèphas era agitato quella notte, parlava della bellezza, di come la sentisse tutta intorno. Il Maestro lo guardava con indulgenza, annuendo silenzioso alle sue richieste di accamparci fino al mattino. Ma io conoscevo il...

Un po’ come morire

Era ottobre e faceva caldo. Finito il solito giro di riscossioni, io e Bretella ce ne andiamo al bar. E’ una di quelle serate in cui anche questo schifo di città sembra bella: la brezza frescolina dalla baia, le nuvole chiare oltre la cappa di smog. Perfino l’odore di rancido del vicolo ha un che...

Fanny

Fanny

Fanny Sedeva su un muretto, non saprei dire da quanto tempo, e osservava sconsolata l’andirivieni indifferente dei passanti. Una donna alta, quarantuno anni, capelli corti di un indefinito biondo cenere. Minacciava pioggia, lei indossava dei pantaloni troppo leggeri per la stagione e un maglioncino celeste pastello. Di tanto in tanto accennava ad alzarsi, cercando di...