Perché Emma può capire

(La seconda brillante indagine dell’ex commissario Emma Carbone.) Uno Ero così contenta quella mattina. Accendo il PC con dieci minuti esatti di anticipo, appuntamento in video con la questura di X. Non dirò il nome del paese, non voglio dare alla storia più risalto di quanto ne stia già avendo, ma ho bisogno di raccontarla....

Come un velo da sposa

– Tu sei buono con me. – Bisbiglia, e mi sfiora la guancia con le labbra. Abbasso gli occhi, sono sporco, la barba dura di due giorni. Il furgone è ancora acceso, lei in punta di piedi all’angolo del bar, si aggrappa al vetro aperto tra le case basse col recinto di alluminio e le...

Skinny

(Il racconto “Skinny” si è classificato secondo al Mystfest 2020.) Ho ancora la fotografia davanti agli occhi. Il divano a sinistra, logoro, di finta pelle scura, eppure ancora gonfio. Un tappeto persiano bucato dalle tarme e dalle cicche di sigaretta. Due sedie IKEA di abete grezzo a destra, una è zoppa, e dietro una  finestra...

Diritti e Doveri

Boati. Tonfi così frequenti e numerosi da somigliare ad uno scroscio d’acqua: milioni di pelli tese, tronchi cavi, e legni percossi senza sosta. Vedo le cime di alberi vetusti, malsani, contorcersi sotto l’azione del vento irrequieto. Chiuso in una stanza candida, posso solo immaginare chi siano gli artefici di una tale orrida cacofonia. Il battere...

Le cose del padre mio

“A cosa pensi Rabbi?” chiesi al mio Maestro. I suoi occhi celesti e la sua pelle diafana brillavano più del solito. Kèphas era agitato quella notte, parlava della bellezza, di come la sentisse tutta intorno. Il Maestro lo guardava con indulgenza, annuendo silenzioso alle sue richieste di accamparci fino al mattino. Ma io conoscevo il...

Un po’ come morire

Era ottobre e faceva caldo. Finito il solito giro di riscossioni, io e Bretella ce ne andiamo al bar. E’ una di quelle serate in cui anche questo schifo di città sembra bella: la brezza frescolina dalla baia, le nuvole chiare oltre la cappa di smog. Perfino l’odore di rancido del vicolo ha un che...

Fanny

Fanny

Fanny Sedeva su un muretto, non saprei dire da quanto tempo, e osservava sconsolata l’andirivieni indifferente dei passanti. Una donna alta, quarantuno anni, capelli corti di un indefinito biondo cenere. Minacciava pioggia, lei indossava dei pantaloni troppo leggeri per la stagione e un maglioncino celeste pastello. Di tanto in tanto accennava ad alzarsi, cercando di...

Quel che non ti uccide

Me la presentarono una sera, in uno stupido locale rumoroso, il Thirteen, in compagnia di amici ancor più stupidi e rumorosi. Mi fissava con quegli occhioni scuri da cerbiatta, le sorrisi obliquo, ricambiò. Mi intrigava, non so dirti il perché. Forse era il suo look dark retrò, tutto nero, tutto croci e catene d’argento, o...

A tiny black box

Ho scritto questo racconto per un concorso di fantascienza americano. Mi sono interrogato sul senso della fantascienza stessa mentre mi forzavo a penetrare nella mente del protagonista e nel suo universo più che orrendo. In questi giorni di lockdown da corona virus mi è sembrato giusto pubblicarlo. Un po’ per intrattenimento, un po’ per farvi...

Polvere

Minuscole fate, granelli brillanti, volteggiano in un caldo raggio di luce. Anni allegri e stagioni tristi, lettere, sedie impagliate, cianfrusaglie di bancarelle, stupide cose regalate che non si possono buttare giacciono sotto lenzuola ingrigite e un lucernaio splendente come una finestra aperta sul paradiso stesso. Le voci dal piano di sotto sono confuse, la soffitta...